Prime note degustative e analisi del Brunello 2016 della Fattoria dei Barbi

Prime note degustative e analisi del Brunello 2016 della Fattoria dei Barbi
di Stefano Cinelli Colombini

Questa è la degustazione: “Le uve sono state raccolte nella prima decade di ottobre ed erano sane, con buccia ben evoluta e non spessa, molto bilanciate, saporite e di forte intensità aromatica. Frutto soprattutto. I vinaccioli erano perfettamente lignificati, croccanti e di gusto tostato. I colori del vino sono carichi e molto, molto intensi nonostante la feccia sia ancora in sospensione (è chiara, e riduce la percezione dell’intensità del colore del vino). La malolattica è ancora da fare, per cui l’acidità è elevata e sono ancora presenti le caratteristiche note vegetali, chiaramente destinate a sparire. Esprime un frutto nero molto maturo, in bocca ha sentore di tannini maturi di bucce, semi (vinaccioli) e prugna della California stramatura molto dolce. È ricco, denso, il tenore di glicerina è così alto da lasciare archi impressionanti sul bicchiere e da dare, addirittura, la sensazione di presenza di zuccheri non svolti, che però all’analisi non ci sono. È caldo, anche se l’alcol non è così alto come nella maggior parte delle grandi annate. C’è la dolcezza dell’uva perfettamente matura e molti profumi di fiori, che con il tempo purtroppo spariranno. L’intensità del colore e la ricchezza di glicerina sono altissime, quasi mai viste in un Brunello, ma la tipicità è totale; questo Brunello 2016 è solo di più, non diverso“.

Dell’analisi dò solo i dati significativi in questo momento (il vino è ancora grezzo, ne va tenuto): Polifenoli totali 3018 (espressi in mg/L acido gallico), Antociani 632, intensità di colore 14,229.

Per un sangiovese di medio-alta collina di Montalcino sono dati molto, molto interessanti. Però persino per Napoleone si chiesero se sarà vera gloria, figuriamoci per un Brunello 2016! É davvero un buon vino, poi vedremo. Tra quattro anni, per favore, perché è ora di dire basta stelle date a liquidi che sono poco più che mosti. Cari amici, noi vendiamo un gran vino evoluto (non casualmente) quattro anni in cantina, mica un novello da due Euro! Il Brunello è Sua Maestà il Brunello solo a fine affinamento, non a sei mesi di vita.

PS pochi anni fa tutti i produttori, meno due, si dissero favorevoli a dare le stelle al quattro anno, perché non è stato fatto? E perché non lo facciamo ora?

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